Nel 1862, la Maison Oriza L. Legrand ricevette una distinzione senza precedenti nella storia della profumeria francese: il titolo di Fornitore della Corte Imperiale di Russia — onore che nessun altro profumiere francese ottenne mai. Violettes du Czar fu composto per lo zar Alessandro II, colui che la Storia ricorda come «il Liberatore» per aver abolito la servitù nel 1861. Il profumo fu in seguito portato da Nicola II, ultimo sovrano della dinastia dei Romanov.
La fragranza è un capolavoro di contrasti. Si apre sulla violetta nella sua doppia natura: prima la foglia — verde, fresca, leggermente salicilata, quasi medicinale — poi il fiore, la violetta selvatica, più rotonda, più dolce, più in polvere. È la celebre violetta di Nizza che regna qui, quella che nel XIX secolo era considerata la più fine d’Europa e faceva la fortuna dei coltivatori della Costa Azzurra. Il cuore svela l’iris di Firenze, che avvolge la violetta di una polvere setosa e aristocratica. Poi arriva il fondo, sorprendente e magnifico: un cuoio di Russia — quel cuoio trattato col catrame di betulla che era la firma olfattiva dell’aristocrazia russa — tinto d’ambra e legno di gaiac, che conferisce all’insieme una profondità inaspettata, quasi virile.
È questa alleanza tra il più delicato floreale e il più nobile dei cuoi che rende Violettes du Czar una fragranza indimenticabile — un ponte olfattivo tra Nizza e San Pietroburgo, tra la dolcezza della Riviera e la potenza dell’Impero.